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Lan Zhan "Tra le dita" - FanArt Mo Dao Zu Shi

Illustrazione fan art di Lan Wangji (Lan Zhan) con il nastro rosso tra le dita di Wei Wuxian

Illustrazione fan art di Lan Wangji (Lan Zhan) con il nastro rosso tra le dita di Wei Wuxian che ha ispirato una fanfiction di Roberta Arrigoni-Valentine

Fanfiction "TRA LE DITA" di Roberta Arrigoni-Valentine

TRA LE DITA
Illustrazione di Elisabetta Tomasin
Testo di Roberta Arrigoni-Valentine

Quest’immagine di Elisabetta ha quell’inquietudine artistica capace di increspare il lago della propria interiorità.
Come un sasso gettato che genera cerchi concentrici, così queste immagini hanno generato delle voci che io ho messo in parola.

Immagini così arrivano da lontano.
Chissà da dove.
Non lo sapremo mai.
L’importante è che ci sia un artista che dia loro forma, per poterle guardare e immergervisi dentro. Come si fa con il fondo del propro cuore.

Le parole che peschi da quel fondo, permettono di tornare in superficie con qualcosa di bello, scritto chiaro, pulito, semplice.

Eppure misterioso, come quello che hai sentito in quel fondo.

—-

Questo è tutto ciò che ho.
Un pezzo di stoffa.
Raso.
Rosso.

L’ho raccolto tra le ceneri. Tra urla e fumo. Tra il silenzio inascoltabile che è calato su di lui.
Non gridava. Nemmeno rideva. Nemmeno bestemmiava. Nemmeno mi guardava.

Da allora, non l’ho mai lasciato.
Ogni notte. Ogni giorno.
Qui a Gusu, dove tutto è regolato, ordinato, silenzioso, io conservo questo unico oggetto che sfugge a ogni catalogazione.

Questo nastro è l’unica pelle che posso toccare.
Passo le dita lungo il bordo.
Il raso scivola, ma ha un’asperità.
Come lui. Come i suoi capelli sciolti al vento, mai curati come avrebbero voluto le regole.
Sento la lucentezza liscia della seta — i suoi capelli dopo la pioggia.
Sento anche la trama che graffia — la sua voce quando voleva ferire, ma stava solo proteggendo.

Quando lo annuso, ritorna.
Poco, pochissimo. Ma abbastanza per non morire.

L’odore è cambiato col tempo, ma non abbastanza da ingannarmi.
Non posso sbagliare. È il suo.

All’inizio c’è il profumo del vento. Quello che viene da lontano.
Sporco di pioggia, di fango, di foglie schiacciate.
È il suo modo di vivere. Senza ritorni sicuri. Senza strade certe.
Questo odore è come lui: ti entra nel petto e ti mette in subbuglio.
Come una tempesta che non ha riguardi per nulla.
Eppure fa tutto per te.

Poi viene qualcosa di più dolce.
Lo sento appena sotto. Più sottile, particolare. Ma c’è.
Non è un odore da uomo di guerra, né da spirito errante.
È il cuore. Quel cuore che nascondeva sotto le risa sguaiate, sotto le provocazioni.
Quel cuore che nessuno voleva vedere.
Che io ho visto.

Infine…
C’è un odore che non so nominare.
È fatto di ricordi. Ma anche di futuro.
Sa… di ritorno.
Non lo capisco, ma lo riconosco.
È un profumo che mi dice: “Aspetta.”

Mi domando, a volte, se lui sapesse cosa avrebbe lasciato in me.
Questo vuoto, sì.
Ma anche questa certezza assurda, cieca, ferma.
Che tornerà.
Perché questo suo odore non è quello della morte. È quello di chi è stato costretto ad andare, senza aver voluto partire.

Chiudo il pugno.
Stringo forte.
Finché fa male.
Voglio sapere se le mie mani ricordano.
Se le mie mani sapranno ancora toccarlo, quando tornerà.

Perché tornerà.
Non so quando.
Ma il suo profumo aleggia ancora.
È sospeso.
Come una nota lasciata vibrare nell’aria,
che aspetta un abbraccio per potersi posare.

Eccomi.
Finché il tuo odore mi resta tra le dita.
E quando svanirà del tutto, so che non avrò più bisogno di cercarlo.

Perché sarai tu, a ritornare.

(Lan Zhan)

Testo: Roberta Arrigoni-Valentine

Lan Zhan "Tra le dita" - FanArt ispirata a Mo Dao Zu Shi

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